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Wgc: il report della domanda d’oro nel II trimestre | 2015-08-26

Wgc: il report della domanda d’oro nel II trimestre

Il World Gold Council ha diramato il rapporto periodico che fa il punto sulla domanda globale di metallo prezioso nel trimestre appena concluso (Q2, aprile-giugno). E, dalle dense 29 pagine che compongono il documento, stilato dall’associazione internazionale che riunisce le principali industrie del settore a livello planetario, emergono luci ed ombre.

Il periodo preso in esame ha visto la richiesta globale d’oro contrarsi complessivamente del 12% fino a quota 915 tonnellate, il dato meno brillante degli ultimi sei anni; per l’estensione dei rispettivi mercati, in particolare, India e Cina hanno contribuito – da sole – per oltre metà a questo risultato, con un calo pari a 81 tonnellate. Per contro l’Europa – complici i timori legati alla crisi greca – ha aumentato del 14% le proprie richieste d’oro, che si sono attestate a fine trimestre a 61 tonnellate. A mostrare una sostanziale tenuta nella richiesta (-1%) è il settore della tecnologia che impiega l’oro soprattutto come componente ad alte prestazioni nei circuiti e nei dispositivi elettronici e per telecomunicazioni.

La produzione d’oro globale del trimestre è stata di 1.032,6 tonnellate, in contrazione del 5% rispetto allo stesso periodo del 2014; 781,6 tonnellate sono state estratte da giacimenti, mentre le restanti 251,1 tonnellate provengono dal recupero di gioielleria, oggetti in metallo prezioso, dispositivi elettronici. Per quanto riguarda le movimentazioni di grandi quantità d’oro, spiccano le 604,0 tonnellate in più di riserve auree nazionali che, in giugno, la Cina ha dichiarato di aver incamerato dopo un silenzio che durava dall’aprile del 2009.

Nel comparto dell’oro da investimento in monete e lingotti, i due giganti mondiali hanno mostrato andamenti opposti: se l’India, infatti, nel trimestre ha richiesto il 35% in meno di metallo sotto queste forme, Pechino ha fatto segnare un +5%. Sul fronte delle riserve auree statali, il trimestre ha visto in pole position Mosca con l’acquisto di poco più di 65 tonnellate di metallo, seguita da Giordania e Kazakhstan che hanno messo al sicuro nei propri forzieri una quindicina di tonnellate d’oro ciascuna. El Salvador mostra il saldo negativo maggiore avendo ceduto circa 6 tonnellate di oro “nazionale”, seguita a sorpresa – con circa 5 tonnellate – dalla Germania.

Il rapporto WGC si conclude con previsioni moderatamente positive per la parte restante dell’anno in corso: complice la recente contrazione nel fixing del metallo prezioso, infatti, i mesi da qui a dicembre potrebbero far registrare una certa ripresa della richiesta d’oro, sia per investimento che per gioielleria ed altre applicazioni. Per leggere il report completo clicca qui.

 

 



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